sabato 22 settembre 2012

BANCHETTI DI RACCOLTA FIRME E PETIZIONE ON LINE

DOMENICA 23 SETTEMBRE DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12

A LENO, IN PIAZZA C. BATTISTI,

SAREMO PRESENTI CON UN BANCHETTO INFORMATIVO

E DI RACCOLTA FIRME!!!

A breve comunicheremo anche le successive date in cui saremo in giro per la Bassa Bresciana a raccogliere firme contro il mega macello e ad informare sul perchè questo è solo l'ultimo di tanti progetti sciagurati!


INTANTO PROSEGUE LA PETIZIONE ON LINE

PER DIRE IL PROPRIO NO

AL MEGA-MACELLO



CONTIAMO SULL'AIUTO ED IL SUPPORTO DI PIU' GENTE POSSIBILE..GENTE CHE HA CAPITO CHE COSI' NON PUO' CONTINUARE ED E' ORA DI DIRE BASTA AI RICATTI, ALLE SPECULAZIONI ED AL CEMENTO!!!

domenica 8 luglio 2012

STRISCIONI...TV..E GIORNALI...


  




SOPRA ALCUNI STRISCIONI ESPOSTI NEGLI ULTIMI GIORNI NEL CAMPO DOVE VORREBBERO REALIZZARE IL MEGA MACELLO

QUI SOTTO INVECE, CLICCANDO SULLE IMMAGINI, POTRETE VEDERE I SERVIZI DI TELECOLOR E BRESCIA PUNTO TV OPPURE LEGGERE L'ARTICOLO COMPARSO RECENTEMENTE SUL BRESCIAOGGI


REPORT DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI RELATIVA AL PROCEDIMENTO VAS - 3 LUGLIO 2012


1^ conferenza VAS – 3.7.2012 (Manerbio sala Consiglio comunale)
Report dell’incontro (appunti raccolti da Legambiente, presente alla conferenza in qualità di auditore)
All’appello iniziale erano presenti le autorità competenti:
- PROVINCIA – UFFICIO VAS , Responsabile
- Arpa Brescia
- Asl
- S.TE.R . non presente
- Soprintendenza Beni Monumentali non presente
- Soprintendenza Archelogica non presente
- Autorità di Bacino non presente
- Comune di Leno
- Comune di Cigole
- Comune di Bassano Bresciano
- Comune di Bagnolo Mella
- Comune di San Gervasio
- Societa Autostrade non presente
- A2A
(ndr: Alla fine dell’appello è stato chiesto se fosse stato omesso qualcuno o se qualcuno titolare di pubblico interesse si ritrovasse escluso … )
La fase di descrizione del documento di scoping è stata introdotta da una spiegazione sulla procedura che è stata adottata, che comporta in questa fase acquisizione delle osservazioni sul documento di scoping e con la precisazione che la relazione ambientale e il rapporto ambientale verranno prodotti alla fine del processo valutativo (vedasi al riguardo pag. 9 e 10 del documento – punti 6 e 7 ).
Rispetto alla descrizione del progetto, il progettista relatore si è limitato ad analizzare gli elementi del documento chiudendo con i seguenti quesiti:
- L’elenco degli ambiti di analisi è corretto?
- Il quadro di riferimento è adeguato?
- La normativa cui ci si è riferiti è adeguata?
- Le Informazioni sono sufficienti?
- Quali gli ambiti analizzati di maggior significato?
Non sono stati analizzati gli impatti ambientali, non sono state analizzate eventuali alternative presenti sul territorio e neppure sono stati presentati gli interventi di mitigazione agli impatti dell’insediamento, cosa fatta rilevare soprattutto da ARPA in sede di proprio intervento (dottoresse, Don)
Rispetto agli interventi succedutesi alla presentazione
- Il Responsabile VAS della Provincia per disguido ha ricevuto il documento di scoping solo giorno prima quindi necessita di approfondimento
- gli aspetti di mitigazione e di risparmio energetico;
- gli interventi di salvaguardia previsti rispetto alle aree di valenza paesistica interessate si riservano di far pervenire osservazioni e chiarimenti


Molto più articolato l’intervento del Responsabile dell’ASL (Dott. Poggio) che non rintraccia elementi sufficienti nel documento di scoping e rinvia ad una lunga serie di osservazioni che riassume in sintesi. Ecco quelle che siano riusciti ad appuntarci:

PER IL SERVIZIO AMBIENTE
- approfondimento sul minimo consumo di suolo agricolo e sulle ricadute dell’uso dell’agricolo rispetto a PUA e POA
- non sono indicate le componenti che confluiscono nelle acque di lavaggio delle aree esterne
- utilizzo delle risorse idriche con separazione fra prelievi da pozzo e da acquedotto comunale in relazione agli aumentati fabbisogni idrici civili e alla riduzione delle risorse naturali per il cambio climatico in corso
- verificare sostenibilità uso risorsa acqua: da calcoli dell’ASL sul consumo dell’acqua potabile ( che per il Comune di Manerbio si attesta sul 1.700.000 mc annui ) il consumo del macello è di circa 700/800.000 mc annui ovvero circa il 40/50% della richiesta in falda e adduzione di circa 120.000 mc annui da acquedotto
- Rammenta che l’acqua per il lavaggio delle mezzene deve avere il requisito di potabilità
- Deve essere valutato un doppio ciclo di utilizzo acqua, con uso acqua di risorsa meno nobile; devono essere distinte le reti dei due cicli
- Rileva che esiste interferenza fra il pozzo di via Umbria che è a 350 mt e non a 650 come a pag. 176 del documento
- Rileva inoltre interferenza dei pozzi con pozzi delle residenze collocate in limitrofo (cascina Annunciata e Cascina Marcello) e sull’acquifero in uso
- DEVE ESSERE INDAGATA LA FALDA e lo stato delle acque del reticolo sotterraneo DAL PUNTO DI VISTA CHIMICO con richiamo ai parametri della SCAS (Studio Componenti Acque Sotteranee dell’ASL)
- Non sono valutati emissioni PM2,5 PM5 PM10 del traffico REALE compreso quello dei mezzi degli operai
- Manca un progetto che tenga conto degli odori, della distribuzione degli spray contenenti prodotti a base di ammoniaca perché, dagli studi sul vento nella zona, la direzione è verso il centro abitato.
- DEPURATORE: devono essere garantiti i 100 ml dalla residenze limitrofe e non è valutata la SOSTENIBILITA’ DEL SITO DI INSEDIAMENTO CHE SI COLLOCA IN AREA ALTAMENTE VULNERABILE PER PRESENZA DI FALDA ALTA E RISCHIO DI ESONDAZIONE
- DEVE ESSERE VALUTATO IL VASO RECETTORE
- Manca un piano di emergenza nel caso di guasti al depuratore e al sistema di stoccaggio dell’ammoniaca per il sistema di refrigerazione.(ndr: e se dovessero esserci problemi sull’impianto di CO2 di stordimento animali??)

Il Servizio VETERINARIO ASL: rimanda ai 19 punti già trasmessi alla Ditta in sede di valutazione progetto

Sindaco di Cigole: Si riserva di raccogliere più informazioni prima di decidere.

Sindaco di Bassano: Parere positivo da un punto di vista politico per l’intelligente posizione strategica (riduzione del trasporto degli animali) e per l’impatto sull’occupazione. Chiederanno chiarimenti sulla base delle osservazioni della ASL.

San Gervasio: Concorda con le osservazione della ASL, si riserva di decidere dopo aver analizzato i pareri di Asl ed ARPA.

Leno: Ribadisce il parere negativo e fa mettere a verbale che non sono stati convocati tutti i sindaci del territorio avendo il progetto un impatto non limitato al solo comune di Manerbio. Si fa riferimento ad un protocollo PETP.
Chiedono che venga messo a verbale un documento contenente tutte le loro osservazioni.

Bagnolo Mella: Non sono contrari, si riservano di esaminare gli elaborati. Sono dubbiosi sugli effetti cumulativi dell’impianto e dell’impatto sul traffico.


A2A: Si occupano solo del prelievo dall’acquedotto comunale e chiedono che venga specificato dove vanno a finire gli scarichi del depuratore per non avere impatti sulla rete fognaria. Vogliono analizzare il documento della ASL.


ARPA: richiama tutti gli aspetti di approfondimento di ASL e totalmente condivisi. Precisa che gli obiettivi del Piano in variante non sono in linea con il PGT e che non è stata esaminata altra possibile alternativa di insediamento.


- Il RAPPORTO AMBIENTALE DEVE ESSERE FATTO SULL’INTERA POTENZIALITA’ DEL
PROGETTO E PERTANTO IL PARERE E’ E RESTA PER UN IMPIANTO DI MACELLAZIONE DI 12.000 CAPI /GIORNO - Testuale: “che non si venga il prossimo anno a dire che, siccome ci sono le capacità produttive allora si aumenta il numero di capi macellati”.
- Chiede analisi puntuale sulla ricaduta ambientale del DEPURATORE che ha ricordato essere pari a  50.000 residenti/equivalenti e ribadisce che la distanza di 100 metri da edifici residenziali non di progetto. E’ TASSATIVA e infatti esiste una villetta bifamiliare a distanza inferiore a tale limite minimo. L’area del megamacello è a circa 500 mt dalla Finchimica.
- Rispetto alle emissioni in aria chiede la valutazione non solo a quelle camino captate ma a stalla libera.
- PRESENZA FINCHIMICA (azienda RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE art. 8 d. lgs. 334/99 modificato dal d.lgs 238/05 e L.R. 19/01) : richiama la fascia di TUTELA di 1 KM ….
- RUMORE studio PREVISIONALE di impatto acustico su tutti i ricettori
- Vincoli per presenza ELETTRODOTTO
- IMPATTO ODORIGENO Manca uno studio olfatto metrico e non è sufficiente l’uso di deodorizzanti (direzione vento sud ovest cioè verso il nucleo abitato)
- Rifiuti mancano CODICI CER ed un progetto di stoccaggio e smaltimento.
- Mancano informazioni puntuali sullo STOCCAGGIO DELLE COMPONENTI CHIMICHE
- Per FINIRE chiede TRASPARENZA E CHIAREZZA su quello che viene proposto in progetto a titolo di compensazione e mitigazione, spiegando che non può considerarsi esaustiva la previsione di filari di arbusti ed alberi.

Posizione del Comune di LENO TOTALMENTE NEGATIVA. Il Vicesindaco Assessore all’ambiente, legge e fa mettere a verbale il documento delle osservazioni. In modo più puntuale: IL PROGETTO E’ A PORTATA SOVRALOCALE e si conforma come un intervento sovra comunale per portata e impatto e richiedeva convocazione di tutti COMUNI DEL SUS (sistema urbano sovra comunale) quindi la procedura adottata non è conforme.

mercoledì 20 giugno 2012

COMUNICATO STAMPA: Lettera aperta a Prandini, presidente Coldiretti Lombardia

In riferimento a quanto comparso su alcuni quotidiani locali  in merito alla posizione assunta dal Presidente Regionale della Coldiretti, Ettore Prandini, il Coordinamento Movimenti Beni Comuni Bassa Bresciana pubblica questa lettera aperta per esprimere tutte le sue perplessità in merito:

Egregio Signor PRANDINI,
quali attenti lettori, vorremmo esprimere alcune perplessità rispetto a quanto da lei dichiarato e pubblicato sui giornali locali di alcuni giorni fa.
La sua posizione, favorevole all’insediamento del “ megamacello“ di Manerbio, ha insinuato in noi qualche sospetto di scarsa chiarezza, visti i grandi sforzi che l’Associazione della Coldiretti, che Lei rappresenta a livello regionale, sta facendo per favorire produttori, contadini e allevatori- trasformatori di prossimità.
La Coldiretti, infatti, aprendo punti vendita “Campagna Amica” e promuovendo i mercati contadini favorisce la vendita diretta dal produttore al consumatore, indirizzando verso una filosofia di vita che presta attenzione al territorio, al suolo, alla dignità di chi lavora, di chi produce e di chi consuma : davvero non riusciamo a comprendere come un insediamento di tale portata, che monopolizzerebbe il mercato suinicolo lombardo (Solo lombardo?... Solo italiano?...), potrebbe essere in sintonia con quanto soprascritto.
Il dubbio sorge spontaneo: 


 - VOGLIAMO FAVORIRE I PROFITTI DEL GRANDE IMPRENDITORE? 
 - VOGLIAMO, ATTRAVERSO FALSE PROMESSE, RICONDURRE IL MONDO AGRICOLO VERSO LA DIPENDENZA DALLE MULTINAZIONALI CHE, DAGLI ANNI SESSANTA IN POI, HANNO IMPERVERSATO SUL TERRITORIO DISTRUGGENDO COLTURE E CULTURE?
oppure… 
 -VOGLIAMO GARANTIRE LA SOPRAVVIVENZA DEL MONDO AGRICOLO E LE PRODUZIONI DI QUALITA’? 


Certamente, nella sua veste di Presidente della Coldiretti e produttore agricolo, sa bene che la sopravvivenza delle aziende agricole, oggi, si esplicita attraverso la salvaguardia della biodiversità, il rapporto trasparente con i consumatori, il passaggio alle fonti di energie rinnovabili ed anche attraverso la trasformazione dell’attuale modello alimentare in quello dell’agroecologia … (che il mega macello di Manerbio sicuramente non garantirebbe).

Dopo quanto sopra, vorremmo concludere:
la “demagogia“, o falsa democrazia o populismo, che lei imputa agli “ pseudo-ecologisti e animalisti “ (vedasi articolo Bresciaoggi del 10/06/2012), non la sente come un suo pregiudizio o come un suo problema? Vorremmo anche ricordarle che alle mobilitazioni verso “gli enormi poli logistici che hanno sottratto migliaia di ettari alla attività agricola”, non l’abbiamo mai vista, ma neanche sentita!
Noi eravamo presenti alle manifestazioni contro le speculazioni del territorio agricolo: dalla centrale di Offlaga al centro commerciale L’aquila di Leno e al Polo Logistico di Azzano Mella, dall’inceneritore dell’Ospedale di Manerbio alle varie discariche della Provincia (non ultima quella dell’amianto a Brescia)…, ma Lei dov’era?
Il “Coordinamento Movimenti Beni Comuni Bassa Bresciana” è consapevolmente attivo sul territorio in quanto i suoi componenti ritengono BENE COMUNE la TERRA. La TERRA, che molti calpestano senza pensare al SUOLO, all’ARIA, all’ACQUA, BENI COMUNI indispensabili alla vita dell’Umanità.

Manerbio, 20 Giugno 2012

COORDINAMENTO MOVIMENTI BENI COMUNI BASSA BRESCIANA

lunedì 11 giugno 2012

IERI LA BICICLETTATA PER DIRE NO AL MEGA-MACELLO!!!





 



Grazie a Max di www.lauramax.it per il bellissimo video montato e a Massimiliano Regattieri per le foto.
Sulla PAGINA FACEBOOK contro il mega-macello potrete trovare tutte le altre foto.

venerdì 25 maggio 2012

REPLICA ALLE INTERVISTE DEL SINDACO MELETTI COMPARSE RECENTEMENTE SU ALCUNI GIORNALI


QUESTA E' LA REPLICA DEL COORDINAMENTO MOVIMENTI BENI COMUNI BASSA BRESCIANA AGLI ARTICOLI COMPARSI RECENTEMENTE SU ALCUNI GIORNALI IN CUI IL SINDACO DI MANERBIO CESARE MELETTI HA A DIR POCO ESALTATO IL PROGETTO DEL MEGA-MACELLO E "GONFIATO" I NUMERI SUI POSTI DI LAVORO:

In un intervista comparsa su alcuni giornali e su internet il sindaco di Manerbio Cesare Meletti alla domanda posta dal giornalista: “Il suo comune, appena 13mila abitanti, ospiterà uno dei macelli più grandi d’Europa: un campo di sterminio “che lavorerà” 12mila suini al giorno, 2-3 milioni l’anno, con un via vai di centinaia di camion ogni settimana…” ha risposto:

Nel suo genere è uno dei più piccoli d'Europa, invece, certo è uno dei più grandid'Italia.Ma piano con la parola “macello”, sa di denigratorio.Un terzo dell'impianto serve a macellare, il resto a fare trasformazione e packaging del prodotto......

Considerazioni:

1)      cosa intende il sindaco: che forse sarebbe meglio avere solo un impianto di trasformazione e packaging o che della macellazione non se ne deve parlare?
2)      che non è conveniente far sapere che macellare 12.000 suini al giorno vuol dire 60.000 la settimana e se si lavorano 47 settimane su 52 settimane anno, perchè 4 sono presumibilmente di ferie e 1 settimana compenso delle festività, i maiali macellati saranno 2.820.000?
UNA SPROPORZIONE PERSINO RISPETTO ALLE ESIGENZE DI MERCATO.
3)      La produzione suinicola Italiana nel 2011 è stata di 12.300.000 capi (-5,2% sul 2010). In flessione anche la macellazione (-3,2%), mentre l'importazione di suini dall'estero è cresciuta dell' 8,3% arrivando al milione.
4)      In provincia di Brescia i suini allevati sono arrivati alla cifra di 1.500.000 all'anno con una intensità e un impatto ambientale ormai oltre ogni logica e tollerabilità (anche per la “Direttiva Nitrati” per la quale l’Italia ha necessitato di un’ulteriore proroga);
5)      Se importiamo un milione di suini, ammesso che vengano lavorati nel nuovo macello di Manerbio, stante il livello di lavorazione di 2.500.000 dove andranno a prendere il 1.500.000 mancante? La matematica potrebbe dirci che un milione già li importiamo e importeremo pure quelli; allora non si lavorerebbe prodotto italiano come invece viene affermato reiteratamente. Il mercato d'altra parte oggi non li richiede.
6)      Il calo dei consumi di carne suina nel 2010 è stato dell'1,6% e il calo sarà più accentuato nel 2012. Anche questo dovrebbe essere un dato di riflessione. Sappiamo che Pini è già presente sui banchi Italiani e di altri Paesi con la bresaola (CON DICITURA IGP DELLA VALTELLINA, MA PRODOTTA CON CARNE DI ZEBU’ BRASILIANI – PIU’ VANTAGGIOSA ECONOMICAMENTE), è importante capire dove, su quali banchi, in quali Paesi immetterà tutto il prodotto che verrà lavorato a Manerbio, sapendo che la distribuzione dovrà trovare acquirenti e consumatori perchè non potrà giacere a lungo in deposito.
7)      Sappiamo che l'industria della macellazione e della trasformazione delle carni suine in Italia occupa 41.000 lavoratori di cui 9.000 sono di aziende esterne. La sola macellazione ne occupa 6.000 di cui 2.500 di aziende esterne. Il costo medio per ogni dipendente diretto di un impresa di macellazione è di 22 euro/ora. Le aziende però usano sempre di più lavoratori di imprese appaltatrici ”in outsourcing” che hanno un costo che va dai 12 ai 15 euro. L'Unione Europea ha promulgato una legge “la 96/71” che, in teoria, impedisce alla manodopera distaccata da altri paesi (es. est Europa) di essere retribuita con paghe in vigore nei loro paesi e obbliga il datore di lavoro al pagamento della prestazione in rispetto delle leggi italiane. La legge però è facilmente aggirabile: basta che l'azienda costituisca una società, mettiamo in Polonia, (PINI HA UN MACELLO IN POLONIA), e che assuma gente di quel paese mediante quella società che può applicare salari riferibili ai livelli di quelli polacchi, e comunque non quelli riconosciuti in Italia.

      8) Quali sono i criteri di accesso al mercato del lavoro che Pini intende adottare? Quanti saranno i lavoratori assunti direttamente dall'azienda se questa si insedierà sul nostro territorio? Quanti lavoratori e quali figure professionali saranno assunte da società esterne?
   IL SETTORE STIMA CHE I LAVORATORI IMPIEGATI SONO ORMAI IL 40% DI NAZIONALITÀ EXTRA AREA EURO.

       Come si pensa di garantire a una quota presumibilmente alta di lavoratori extra comunitari, convivenza ,integrazione, servizi quando la Lega Nord a Manerbio considera l'immigrato presenza, (eufemisticamente) perlomeno problematica?
       NESSUN PROCESSO ALLE INTENZIONI, ma questi quesiti richiedono risposte.

9)   SE I CAPI LAVORATI SONO DI PRODUZIONE ITALIANA LI DOVRANNO SOTTRARRE AD ALTRI MACELLI. ALLORA L'OCCUPAZIONE NON POTRÀ DEFINIRSI NUOVA,MA SARÀ SOLO UN TRASFERIMENTO TERRITORIALE. Magari potrebbero iniziare a pagarne lo scotto i lavoratori del macello di Vescovato (CR) dove si macellano 750.000 suini/anno. Anche così i conti non tornano, dovrebbero far chiudere altri tre macelli della stessa capacità lavorativa. Ma a chi può interessare far concorrenza per fare disoccupati e fare terra bruciata attorno ad attività produttive già operanti a qualche chilometro di distanza? A CHI INTERESSA FARE UN'ALTRA OPERAZIONE CHE RICALCA IL MODELLO DI ”STERMINIO DEI CAMPI” DISTRUGGENDO UN'AREA AGRICOLA, PURE ESSA PRODUTTIVA?
8)      Se si considera che il prezzo attuale è di euro 1,413 al Kg e i suini lavorati dovrebbero essere di Kg 170, gli scambi settimanali saranno di euro 10.400.000 solo per l'acquisto del suino.
9)      Se li moltiplichiamo per 47 settimane fanno euro 488.000.000 ALL’ANNO

       IL MEGA MACELLO DI MANERBIO DOVREBBE LAVORARE 2/9 DEL TOTALE DEI SUINI CHE VENGONO MACELLATI IN ITALIA. AVRÀ LA FORZA DI UNA PICCOLA REALTÀ MONOPOLISTICA.
Non è infatti credibile che possa diventare una realtà produttiva che opererà in concorrenza calmierando il prezzo del prodotto al banco.
Una realtà produttiva di queste dimensioni sarà in grado di fare, da sola, cartello?


LE PROMESSE DEL SINDACO MELETTI
(divenuto il maggior promotore dell’insediamento, quasi fosse lui stesso l’imprenditore, che invece non si è ancora visto)
DI
SBANDIERARE 

300, poi 400
diventati 700/750
ed ora
1000 + tutto l’indotto

NUOVI POSTI DI LAVORO

PER TACERE I REALI INTERESSI DI PINI

PER  NASCONDERE   LE  CONSEGUENZE DI QUESTO INTERVENTO

SUL MONDO DEL LAVORO
SULL’AMBIENTE
SULLO SPRECO DELLE  RISORSE ACQUA E TERRA
SUL COSTO IN VITA UMANA
(nell’economia del mondo è stato calcolato che l’ingrasso forzoso degli animali per produrre un quantitativo esasperato ed eccessivo di carne causa la morte di 13.000 bambini al mondo)

E’ PURO CINISMO